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FINESTRA FAUNISTICA |
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03 giugno FINESTRA FAUNISTICANOTE FAUNISTICHE DEGLI INVERTEBRATI NELLE STAZIONI INDAGATE Cooperativa Plestina: Piero Salerno Lo studio dei popolamenti animali degli ambienti acquatici risulta di grande interesse: essi forniscono interessanti informazioni di tipo biologico, ecologico e biogeografico. L’analisi faunistica di un biotopo umido consente, inoltre, di valutare lo stato di salute ambientale e la qualità delle acque. Molte specie, infatti, possono essere definite importanti bioindicatori, come ad esempio gli insetti dell’ordine dei Tricotteri, Efemerotteri e Plecotteri. È per questo, quindi, che nell’ambito del progetto d’indagine chimico-fisico di alcune stazioni dell’Isola Polvese, è stato ritenuto opportuno iniziare dei preliminari studi anche degli invertebrati. Va rilevato, tuttavia, che al momento le osservazioni sono state limitate e non si dispone di una dettagliata lista dei taxa presenti, per la quale occorreranno ripetuti sopralluoghi stagionali e da svolgere nel corso degli anni, anche con l’ausilio di adeguate schede di valutazione ambientale e con il ricorso di diversi specialisti, indispensabili per corrette ed attente diagnosi specifiche. Tuttavia, la scelta delle stazioni non è causale, ma mirata a meglio indagare alcune zone poco note, ma che nel corso degli anni trascorsi già oggetto di saltuari sopralluoghi da parte di noi della Cooperativa Plestina, che hanno fornito dei primi risultati: il Giardino delle Piante Acquatiche, il recente impianto del fitodepuratore, due punti della zona costiera. A questi si aggiunge l’unica piccola pozza sorgiva temporanea dell’isola, situata tra il piano basale dell’ultracentenaria Lecceta di S. Leonardo e la fascia costiera. La presenza di diverse specie di muschi (alcuni interessanti e in fase di studio presso l’Università di Camerino), di accumuli vegetali (foglie maceranti e cortecce), rendono estremamente interessante questo piccolo microhabitat del versante settentrionale, differenziato dalle altre stazioni della fascia meridionale dell’isola. Il Giardino delle Piante Acquatiche rappresenta un interessante sito per l’osservazione degli invertebrati acquatici, dove è possibile rinvenire quei tipici esponenti faunistici del Lago Trasimeno, quali ad esempio diverse specie di Libellule (Odonati), localmente denominate cavaocchi. La presenza di numerosi ninfei, che circondano la vasca un tempo utilizzata come piscina, ricolmi di diverse specie di piante acquatiche, consentono il rinvenimento di alcuni insetti che utilizzano elementi vegetali (foglie, radici, cortecce, muschi e alghe) per la costruzione dei foderi protettivi, usati nei loro stadi acquatici (larve e pupe). È il caso del Lepidottero Nymphula nymphaeata, una farfalla con ali bianco-argentee screziate (apertura alare 18-22 mm). Le uova sono deposte in gruppetti sulle foglie sommerse; le larve ne staccano un lembo di forma ellittica o circolare e lo fissano ad un’altra foglia vicina e in tale ricovero vivono divorando il parenchima vegetale. Talvolta questa specie può risultare dannosa, come ad esempio nelle risaie dell’Italia settentrionale, ma localmente non sembra arrecare particolari danneggiamenti alle ninfee. Ospiti occasionali due interessanti specie di Tricotteri, di taglia grande, reperite nel corso degli anni: Agrypnia varia e Stenophylax permistus. La prima è un singolare friganeide, da punto di vista ecologico strettamente legato ai canneti; la larva, una delle più grandi tra i Tricotteri d’Italia, costruisce un fodero lungo (30 mm), con ritagli di cannuccia di palude avvolti a spirale; presenta delle tipiche bande nere sulla testa e lunghe tracheobranchie lungo l’addome. L'insetto adulto è di grande taglia (40 mm ad ali aperte), con ali anteriori fortemente pigmentate. Infrequente in Italia, in Umbria è segnalato in alcune aree umide protette, quali il Trasimeno e la Palude di Colfiorito, ma sempre con un numero ridotto di individui. Al contrario, Stenophylax permistus è diffuso nella penisola italiana, ma appartiene ad un particolare gruppo di Tricotteri che, allo stadio adulto, mostrano una spiccata tendenza a rifugiarsi nelle grotte naturali e artificiali, dove al buio e in ambiente umido trovano le condizioni ottimali per l’accoppiamento. La larva impiega elementi vegetali per la costruzione del fodero e può adattarsi a vivere in diverse tipologie idriche, dalle sorgenti ai ruscelli, in acque debolmente correnti o temporanee, ma sembra frequentare acque di buona e media qualità; l’alato, di grandi dimensioni, è di color giallastro con evidenti nervature screziate di scuro. A conferma della sua vocazione a dimorare nel sottosuolo, un esemplare è stato rinvenuto all’interno degli spogliatoi della piscina, dove trova condizioni simili alle dimore sotterranee, di cui d’altronde l’Isola Polvese ne è priva. Tra i predatori si ricordano diverse specie di Coleotteri acquatici, tra i quali spicca il vistoso Dytiscus marginalis, che vive nelle acque stagnanti o debolmente correnti, ma ricche di insediamenti vegetali, dove nuotano agilmente, ogni tanto risalendo alla superficie ed aprendo e richiudendo le elitre, imprigionando così un certo quantitativo d’aria. Voraci carnivori di larve e adulti, sono utili nella lotta delle specie infestanti, come ad esempio le zanzare. Tra i predatori, infine, si segnala la numerosa presenza di un caratteristico Emittero del genere Gerris, che cammina velocemente sull’acqua, alla ricerca di piccoli animali vivi e morti, che costituiscono il suo alimento. Le altre stazioni considerate sono ubicate nel tratto costiero. Una è posta nel punto dove viene tratta l’acqua per alimentare il soprastante Giardino delle Piante Acquatiche ed è rappresenta da un punto d’attracco delimitato da un rado canneto. È interessante ricordare che sulle pietre presenti sull’argine sono stati evidenziati gli stadi acquatici di un microtricottero, Hydroptila aegyptia, noto soltanto in alcuni laghi dell’Italia centrale (Bolsena, Vico, Chiusi, Piediluco) e settentrionale (Garda), sull’Isola di Creta, in Egitto e in Tunisia. Legata alle acque stagnanti o debolmente correnti, la specie costruisce un minuscolo fodero con granelli di sabbia distanziati, che aggancia sulle rive ciottolose battute dalle onde. Va ricordato che in quest’area venne identificata anche Ceraclea fulva, una specie rara, in Italia reperita nei laghetti della Brianza, nel Lago di Chiusi e Piediluco e nel Tevere laziale. Trattasi di un Tricottero che allo stato acquatico vive esclusivamente nelle Spugne d’acqua dolce (Ephydatia fluviatilis), che si possono rinvenire sui fusti delle canne, che rivestono a mo’ di manicotto, importanti indicatori di una buona qualità delle acque. La larva si nutre degli strati cellulari e delle spicole della spugna. Oltrepassato il Castello, al di sotto del recente fitodepuratore, è situato la stazione del Moletto, un vecchio porticciolo dismesso, delimitato da una fitta fascia di canneto e da una pioppeta. La riva sabbiosa rende l’habitat idoneo ai Bivalvi e Gasteropodi, che amano dimorare affondati nel terreno sabbioso, non lontano dalla riva. Numerosi gusci sono presenti, riferibili all’Anodonte (Anodonta anatina). Specie nella stagione estiva il sito è frequentato da sciami del Tricottero Leptocerus tineiformis, alcuni anni addietro specie abbondantissima, notevolmente ridotta nel corso degli ultimi anni; tale rarefazione, a nostro avviso, non è da ascrivere ai cambiamenti climatici o alle naturali oscillazioni nel corso degli anni, ma probabilmente è da attribuire ai trattamenti effettuati nel Trasimeno, occorsi per la riduzione delle popolazioni dei Ditteri Chironomidi. Altri Tricotteri presenti sono Oecetis furva ed Ecnomus tenellus, tipici esponenti di acque lenitiche. Nella zona del fitto canneto della Pioppeta vivono, inoltre, Glyphotaelius pellucidus, la cui larva costruisce un fodero con ritagli di foglie di pioppo disposte a embrice, e Limnephilus flavospinosus, che impiega elementi vegetali. L’ultima stazione è costituita da una pozza sorgiva temporanea, il cui popolamento animale è ancora in fase di studio, ed è costituito da diverse famiglie di Coleotteri, tra i quali gli Stafilinidi, da Collemboli. Sui muschi bagnati e sulle foglie maceranti si osservano due specie di Gasteropodi, tra i quali un esponente della famiglia delle Planorbidae. |
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